Discorso fatto ad Acqui Terme nella primavera 2005 ad un convegno sull’Acna a nome dell’Associazione Rinascita

Buonasera a tutti, inizio con il ringraziarvi per aver dedicato questa serata al tema del fiume Bormida, che purtroppo, è tornato d’attualità. Sembrava tutto tranquillo, pareva che il secolare problema volgesse al termine, invece in valle è tornata la paura, la delusione, la rabbia.

Questa sera ho l’onore di parlare in rappresentanza dell’associazione rinascita Valle Bormida, associazione apartitica a difesa del territorio della Valle.

Come molti di voi sapranno l’Associazione nasce negli anni 80 ed in poco tempo, attorno a sé, raggruppa diverse centinaia di piemontesi, che non sopportano più di vedere, il proprio fiume puzzolente e di colore nerastro. E chi come mè era bambino in quegli anni, il fiume, lo disegnava di colore nero, come se fosse una cosa normale!

Tra i diversi motivi, sottolineo solo il principale che ha spinto la gente alla protesta popolare, alla ribellione civile, scoppiata perché eravamo e siamo, stufi di veder morire di cancro, ad un ritmo spaventoso, i nostri amici e familiari!

Come ben sapete, a causa di tutto ciò c’e quello stabilimento maledetto, sorto a Cengio nella fine del 800, che ha ininterrottamente prelevato l’acqua pulita della Bormida, usata per produrre, dapprima polvere da sparo, e poi vari composti chimici tra cui il Napal. L’Acna ha causato e tuttora causa una serie innumerevole di danni, ma per un periodo ha dato anche lavoro a alcune centinaia di operai anche se essi non avevano sicuramente vita lunga. Per quei pochi stipendi però è rimasta sottosviluppata un’intera valle! Provate ad immaginare quanti appezzamenti non sono stati coltivati, da Saliceto a ad Acqui. Concentratevi su quanti sono emigrati e a quanti sono morti di cancro e poi pensate alla ricchezza della valle parallela alla nostra, la valle Belbo, solo perché aveva un fiume pulito!

Un secolo di lotte; già negli anni 30, alcuni contadini s’erano rivolti alla magistratura ma invece di ottenere giustizia sono stati ritenuti avvantaggiati, da queste acque considerate fertilizzanti. Negli anni 80 la valle seppur divisa nelle 3 provincie diventa unita nella Associazione Rinascita dando origine ad un movimento imponente come il suo fiume, formato da adulti, anziani, bambini. Un gran bel movimento, che aveva nel compianto Renzo Fontana il suo leader, che ieri come oggi ribadisco, non c’entra niente con i partiti, un movimento fatto di persone umili, pacifiche, civili ma determinate, anzi inferocite!

Decine e decine di manifestazioni. Per le vie di Cengio, sotto il Parlamento romano, a Milano dall’Enichem, in Regione a Torino, al festival di San Remo del 89 con Albano che indossa la nostra maglietta mentre canta, per citare ancora il blocco del giro d’Italia nel 88, senza dimenticare il presidio, ininterrotto per 3 mesi di fronte allo scarico della fabbrica, nel 89, che io considero l’emblema della forza e dell’unità che avevamo. Tutte le mobilitazioni fanno si che la valle sia proclamata zona ad alto rischio ambientale e che le varie chiusure cautelative temporanee siano notizie su cui persino rai1 apriva il tg delle 20.

Nelle manifestazioni urlavmo molti slogan, ma il più ricorrente era: se non chiuderà lotta dura sarà! E finalmente nel 99 si ottiene la tanto sospirata chiusura definitiva.

Prima però l’Eni aveva tentato di mantenere in piedi lo stabilimento, economicamente fallimentare, con la realizzazione di un inceneritore per rifiuti industriali. Se questo Re sol, fosse stato ultimato, con i suoi fumi avrebbe sicuramente rovinato Alba e Barolo.

Ma il sistema economico albese e la presa di coscienza dei suoi cittadini, origina un fronte del No ancora più grande, rispetto al solo inquinamento del Fiume.

E non dimentichiamoci di ringraziare Dio che ha voluto che un attivista che negli anni 80 manifestava con noi, diventi Ministro dell’Ambiente, mi riferisco all’On. Edo Ronchi, e l’ Acna chiude.

Il Premier D’Alema, poi nomina il Dr. Stefano Leoni a commissario straordinario che progetta e dà il via alle indispensabili operazioni di bonifica.

Si giunge ai giorni nostri, passando per diversi tentativi da parte dell’attuale governo di sostituire Leoni. Tentativi, fortunatamente falliti, grazie all’opposizione chiara e forte nostra, e della regione.

Il perché di tanto accanimento nel mandare a casa il Commissario Leoni da parte del presidente della Liguria e del governo romano, ed eguale accanimento da parte dei nostri sindaci e della gente nel volerlo mantenere al suo posto non è semplice da spiegare. Certamente Stefano Leoni è persona onesta, benvoluta sia dai cengesi, che da noi; ci ha conquistati quando ha dato iò via (primo caso in Italia) alla bonifica dell’area ad alto rischio ambientale, di Cengio-Saliceto. Forse ha pesato l’aver imputato i costi della bonifica a chi ha inquinato e cioè all’Enichem, di cui il ministero del tesoro è comproprietario. Sono mie supposizioni, anche che, abbia pesato nella sua rimozione il voler ripulire la fabbrica a tal punto da poterla utilizzare per un’infinità di scopi e non solamente con l’industria chimica come vuole il presidente Biasotti. Egli concepisce l’occupazione solo con fabbriche inquinanti mentre ora nella bonifica trovano impiego diretto circa 200 persone, di più rispetto agli ultimi anni della fabbrica in attività. Mi preme ricordarvi che il commissario con l’aiuto di l’arpa di Al, l’uni TO facoltà di agraria, la nostra associazione e la coldiretti, abbia condotto delle prove di coltivazione sperimentale sullo zucchino, nei suoli adiacenti il fiume, irrigando con la bormida. Ebbene i risultati, che Leoni stesso ha illustrato nello scorso anno qui ad Acqui, dicono chiaramente che siamo nella media rispetto a quanto si trova in commercio in Italia. Quindi si può, stando a questi test, rimuovere il decennale divieto di irrigare le colture agricole con il Bormida. Noi riteniamo che l’acqua che ritorna ad essere utilizzata con tranquillità, in agricoltura, è un ulteriore segnale di rinascita. Rinascita basata sui tesori enogastronomici della nostra valle: sul Brachetto d’Acqui, sulla Robiola di Roccaverano, sulla Torta di nocciole del cortemiliese e su tutte le altre specialità tipiche che, oggi possiamo con orgoglio dire, che si producono solo qui. Ma qualcuno con questi comportamenti anomali vuole inspiegabilmente bloccare la rinascita.

E’ per questi motivi che noi lotteremo affinchè guidi ancora la bonifica, colui che l’ha progettata. Vogliamo Leoni senza se e senza ma! E’ chiaro, siamo stati abituati male in questi decenni, ripetute prese in giro da parte di personaggi che dicevano di stare dalla nostra, ma che in realtà ci remavano contro! E quindi siamo prevenuti verso qualsiasi altro, anche se questi ricopre la carica istituzionale di Prefetto. I signori Ghigo, Biasotti e Berlusconi ci diano un solo motivo sensato per lasciare la strada vecchia per una nuova ed a quel punto la smetteremo! Ma senza questo torneremo a fare quello che in questi anni abbiamo fatto e con risultati, cioè protestare. Proprio per questo in settimana saremo a Torino per ribadire alla regione la nostra posizione, per invogliarla a tornare sui suoi passi nell’ambito della sostituzione del commissario, che ricordo è avvenuta con l’avvallo dell’Assessore Cavallera.

Pertanto invito tutti i presenti a tenersi informati e a aderire!

In questi giorni è avvenuto un miracolo: per la prima volta dopo un secolo, i liguri ed i piemontesi, la smettono di darsi contro e la pensano nella stessa maniera! Ed il miracolo l’ha fatto Leoni arrivando a far deliberare a favore della sua riconferma tutti e ripeto tutti, gli enti locali della Val Bormida ovvero le prov. di SV, CN, AT, Al, per continuare con il Comune di Cengio allineato alla totalità dei municipi piemontesi, e le comunità e montane.

E le regioni e il governo che fanno? decidono del nostro futuro, contro la nostra volontà.

La lotta è ripresa e continuerà sino a che lo stato non ascolti la volontà unanime della valle tutta, e ciò significa abbandonare questa illogica posizione degli attuali politicanti di maggioranza, delle due regioni!

Volgendo al termine vi chiedo cortesemente di pensare a come poterci aiutare concretamente.

La prima richiesta rivolta alle forze del centro sinistra, piemontesi e liguri, è di schierarsi ancora dalla nostra parte e di non tradire mai e poi mai la Valle, per interessi di partito!

Faccio presente Leoni, ha ricorso al Tar di Genova, contro la posizione della presidenza ligure e la gente, si auspica che i nostri enti si costituiscano al suo fianco.

Inoltre la valle hà urgentissimo bisogno di affidarsi ad un pool di legali per tutelarsi a livello giuridico istituzionale contro eventuali interruzioni anticipate o attuazioni in negativo della bonifica.

Vi ricordo che emerge chiaramente dai progetti Acna, essa non sarà ultimabile, nella migliore delle ipotesi, prima del 2010, figuriamoci quindi come possono essere sufficienti i due anni di rinnovo appena assegnati.

Sappiate ancora che, la gente oggi sta dedicando il proprio tempo, la propria energia e salute, per tenere alta la guardia subito, ed evitare che il problema possa tornare un domani, enorme come allora. Ma gradiremmo non dover continuare più a sacrificare ulteriori somme di denaro alla causa. Se le istituzioni potessero almeno metterci a disposizioni i pullman per le mobilitazioni, e/o impiegare saltuariamente un’ufficio per far giungere celermente ai comuni le informazioni, sarebbe utilissimo.

In conclusione chiedo ancora al qui presente Presidente Filippi e alla On. Bresso di farsi carico di destinare fondi sufficienti, anche per un’iniziativa rivolta ai bambini della valle, avente la finalità di far conoscere e tramandare loro la vicenda dell’Acna. La vicenda angosciante della nostra guerra. Di quella guerra, come l’ha definita Veglio il Sindaco di Cortemilia, che non si è combattuta con le armi, ma come una guerra ha, dei morti inutili da entrambe le parti, che vanno rispettati! Vi chiediamo quindi, di poter mettere in scena lo spettacolo teatrale “acqua porca” di Fabrizio Pagella, perché chiunque, con il sorriso sulle labbra, possa farsi trasportare lungo un secolo di Acna. Grazie ad “acqua porca” anche un bambino potrà comprendere appieno il significato di quelle scritte che talvolta ancora si trovano sui muri dei paesini di valle che dicono : a mio figlio voglio donare la vita in una Valle Bormida pulita!!!!!

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